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LA PREVENZIONE INIZIA DALLO SPAZZOLINO!

LA PREVENZIONE INIZIA DALLO SPAZZOLINO!

La malattia parodontale (o parodontopatia) colpisce l’80% dei cani ed il 70% dei gatti, già a partire dai 2-3 anni di età.

Viene a colpire il parodonto, ovvero l’insieme delle strutture che sostengono il dente: osso alveolare, legamento periodontale, gengiva e tutti i vasi ed i tessuti associati.

Riconosce due stadi successivi: la gengivite e la parodontite.

La gengivite è uno stato reversibile di infiammazione della sola gengiva, causata dalla presenza dei batteri della placca. La si può prevenire con un’adeguata profilassi dentale che passa anche attraverso la quotidiana pulizia dentale.

La parodontite è lo stadio successivo ed irreversibile, nel quale l’infiammazione arriva a coinvolgere le strutture che sostengono il dente.

Una delle principali cause della parodontopatia è, quindi, l’accumulo di placca.

La placca è un biofilm costituito principalmente da batteri del cavo orale, immersi in una matrice di glicoproteine della saliva. La pulizia quotidiana della cavità orale con spazzolino e dentifricio è in grado di rimuovere completamente la placca.

La mineralizzazione della placca forma il tartaro. Questo processo può avvenire anche già dopo 24-48 h dal deposito della placca, per questo motivo è fondamentale la pulizia quotidiana dei denti per la rimozione della placca. Il tartaro in sé non rappresenta una causa di parodontopatia; tuttavia, favorisce l’ulteriore accumulo di placca. La rimozione del tartaro può essere effettuata solo chirurgicamente, mediante detartrasi.

L’accumulo di batteri all’interno della placca dà il via ad un quadro di infiammazione, che inizialmente coinvolge solo la gengiva. Il perpetuarsi di questa condizione determina poi l’estensione alle strutture di sostegno del dente (osso alveolare, legamento periodontale) con conseguente sviluppo di retrazione gengivale e formazione di tasche gengivali.

Nella fase finale si arriva alla perdita del dente.

La parodontopatia può avere anche dei risvolti sistemici, soprattutto se i batteri riescono ad entrare nella sangue dando luogo a delle batteriemie, con coinvolgimento anche di altri organi, quali cuore, reni e fegato.

La gestione della parodontopatia si basa sia sulla profilassi che sul trattamento.

PROFILASSI

Il più importante ed efficace metodo di prevenzione delle patologie orali consiste nell’igiene orale quotidiana. La spazzolatura meccanica con spazzolino e dentifricio dedicati è l’unico metodo che consente di rimuovere completamente la placca dentaria, permettendo la risoluzione della gengivite.

E’ importante abituare i nostri animali fin da piccoli alla procedura, premiandoli ed associando la pulizia ad un momento di gioco.

La placca può mineralizzare in tartaro già dopo 24 ore, la pulizia andrebbe quindi eseguita almeno una volta al giorno. La pulizia si esegue dopo i pasti, avendo cura di pulire con lo spazzolino tutta la superficie dei denti. Se il soggetto non è tollerante all’uso dello spazzolino, si possono utilizzare, in alternativa, degli specifici fingerbrush. Non si consiglia l’uso di dentifricio umano, a causa della presenza di fluoro.

L’utilizzo di alimenti specifici e stick dentali hanno un beneficio nel mantenere la salute dentale, riducendo la quantità di deposito dentale, ma non sono efficaci quanto la pulizia quotidiana con spazzolino. Quindi, vanno sempre associati alla pratica di spazzolatura giornaliera.

TRATTAMENTO

La pulizia professionale si rende necessaria qualora sia già presente del tartaro, ma anche periodicamente, come coadiuvante della profilassi casalinga. Si esegue quindi l’ ablazione del tartaro presente mediante diverse metodiche. In caso di eccessiva mobilità dei denti, si esegue la loro estrazione.

L’ablazione del tartaro è una procedura che và effettuata in anestesia generale, esiste una pulizia “estetica” ad ultrasuoni, ma non arrivando a livello sottogengivale non protegge dalle cause che determinanano instabilità dentale.

Prima di sottoporre l’animale alla procedura è sempre bene eseguire un check up ematologico ed una valutazione cardiologica.

È da tenere presente che la detartrasi non risolve il problema dell’accumulo di placca. Anche dopo la pulizia professionale, quindi, è assolutamente necessario mantenere l’abituale pulizia quotidiana a casa per contrastare il continuo deposito di placca.

Il diabete nel cane e nel gatto

Il diabete nel cane e nel gatto

Il diabete mellito è una delle patologie endocrine più frequenti in cani e gatti e la sua incidenza è in aumento.

Il diabete è una malattia causata da una carenza relativa o assoluta di insulina.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas necessario per il trasporto del glucosio nelle cellule in cui viene trasformato in energia o conservato sotto forma di glicogeno.

Il diabete nei cani e nei gatti è generalmente classificato come di tipo 1 e di tipo 2 in base alla classificazione utilizzata nell’uomo, anche se questo potrebbe essere un approccio un po’ troppo semplificato.

Nei cani la forma più frequente è il diabete detto “di tipo 1”. Nel diabete di tipo 1, le cellule beta sono distrutte e quindi i cani diabetici sono in genere insulino-carenti e hanno bisogno di insulina per sopravvivere. Si ritiene che la distruzione sia un processo autoimmune poiché anticorpi contro le cellule beta sono stati trovati in circa il 50% dei cani diabetici di nuova diagnosi.

Il diabete è generalmente presente nei cani di mezza età o anziani ed è più diffuso nelle femmine rispetto ai maschi; sono segnalati casi di diabete anche cuccioli, ed alcune razze (Keeshonden, Golden Retriever, Poodles, Bassotti, Schnauzer) sembrano avere una maggior predisposizione a sviluppare questa patologia.

Nei gatti la forma più frequente è il diabete detto “di tipo 2”. Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da 2 fattori: resistenza all’insulina e secrezione anormale di insulina.

Nella resistenza all’insulina i tessuti diventano “meno reattivi” all’effetto dell’insulina. Pertanto, al fine di ottenere lo stesso effetto, le cellule beta hanno bisogno di secernere più insulina per superare questo difetto e, alla fine, questo porta ad un fenomeno di esaurimento. Tuttavia, è stato anche dimostrato che la secrezione di insulina dalle cellule beta è anormale, esacerbando il problema.

I gatti, come gli umani, depositano una proteina chiamata amiloide nelle cellule beta pancreatiche quando diventano diabetici.

Poiché il diabete porta ad alte concentrazioni di glucosio nel sangue, i segni clinici comunemente osservati di diabete sia nei cani che nei gatti sono:

  • Poliuria e polidipsia (maggior produzione di urine e aumento del consumo d’acqua),
  • Polifagia (aumento dell’appetito),
  • Perdita di peso (nonostante l’appetito vorace) o obesità,
  • Debolezza,
  • Cataratta nel cane,
  • Posizione plantigrada (garretto appoggiato a terra) come indicazione di neuropatia nel gatto.

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La diagnosi di diabete mellito sembra essere semplice; con una carenza di insulina, il glucosio ematico aumenta e, quando la sua concentrazione supera la soglia renale per il trasporto del glucosio, il glucosio viene escreto nelle urine.

Quindi, in teoria, la misurazione del glucosio nel sangue e nelle urine dovrebbe consentire di fare una diagnosi corretta.

Questo è vero per la maggior parte dei cani, tuttavia, è noto che i gatti possono mostrare alte concentrazioni di glucosio, non correlate al diabete, quando stressati.

Sono quindi necessari altri strumenti diagnostici per effettuare una diagnosi corretta.

Altri strumenti diagnostici per verificare se un animale ha il diabete e per monitorare un animale diabetico che sta ricevendo un trattamento con insulina sono:

  • Le fruttosamine, ovvero composti che si formano quando il glucosio si lega alle proteine del siero e riflettono i livelli medi di glucosio nel sangue delle ultime 2-3 settimane precedenti l’esecuzione del test.
  • I corpi chetonici sono composti che si formano in animali diabetici mal controllati, cioè insulino-carenti. Sono indice di una maggiore ripartizione del grasso. Alti corpi chetonici e alte concentrazioni di glucosio sono quindi diagnostici per il diabete mellito insulino-carente.

Una volta diagnosticato il diabete è importante verificare che non ci siano altri fattori che possono aver favorito la comparsa dell’ insulino resistenza o della scarsa produzione di insulina come la sindrome di Cushing, una pancreatite o elevati livelli di progesterone dopo il calore (cane).

La terapia del diabete mellito si basa sulla somministrazione di insulina per via sottocutanea.

E’ molto importante utilizzare le siringhe dedicate in base al tipo di insulina utilizzato (da 40 UI/ml versus 100 UI/ml) e ricordare che il dosaggio dell’insulina non è uguale per tutti gli animali diabetici, ma va calibrato sul singolo paziente, poi modificato in base alla risposta valutata tramite curve glicemiche ottenute da misurazioni seriali della glicemia.

Le terapie orali, che si utilizzano nell’uomo, hanno dimostrato scarsa efficacia a fronte di elevate tossicità per cui non sono utilizzabili in medicina veterinaria.

Le diete per animali diabetici sono state studiate per avere una riduzione del tenore di carboidrati e un aumento delle proteine, al fine di poter abbassare la glicemia e di ridurre il peso corporeo per diminuire una delle cause di insulino resistenza (l’obesità).

In ultimo è fondamentale la la cura di eventuali patologie sottostanti.

Il monitoraggio del paziente diabetico è fondamentale per prevenire eventuali complicanze quali:

  • La chetoacidosi diabetica, ovvero una condizione clinica in cui l’accumulo di corpi chetonici, dovuto ad un insufficiente controllo della glicemia, può essere anche letale, se non trattato tempestivamente.
  • Infezioni delle vie urinarie e della cute
  • Cataratta nel cane
  • Neuropatie periferiche.
  • Ipoglicemia, in caso di errori nel dosaggio insulinico.

La prognosi della patologia diabetica è generalmente buona, alle volte è possibile che il paziente non necessiti più della somministrazione di insulina, soprattutto se il diabete era causato da patologie sottostanti e nel frattempo risolte.

Perchè conviene assicurare i nostri amici animali

Perchè conviene assicurare i nostri amici animali

Assicurare il proprio animale è un atto d’amore che ci permette di difendere dagli imprevisti i nostri amici a quattro zampe.

Le malattie di cane e gatto non sono coperte dal Sistema Sanitario Nazionale e le spese per la loro salute possono diventare ingenti, soprattutto in caso di emergenza.

In questi casi un’assicurazione per le spese veterinarie ci può aiutare ad affrontare questi momenti con più serenità.

I nostri beniamini sono imprevedibili ed anche la nostra passeggiata quotidiana potrebbe rivelarsi un vero e proprio incubo se, cedendo all’istinto cacciatore, il nostro fido dovesse scagliarsi contro altri animali o persone.

Una polizza specifica ci può essere d’aiuto in caso di risarcimento a cose e persone, compresi gli infortuni che potrebbero coinvolgere anche altri padroni.

Per i cani particolarmente impegnativi sono stati pensati corsi formativi i cui contenuti sono focalizzati essenzialmente sulle responsabilità del proprietario verso il cane e verso il resto della società. Un focus specifico sottolinea l’importanza della comunicazione tra uomo ed animale domestico e sui campanelli d’allarme rispetto ai comportamenti aggressivi.

Questi corsi permettono il conseguimento di un “patentino” necessario per la stipula di molte assicurazioni.

Per i cani e gatti “viaggiatori”, che ci accompagnano in giro per il mondo, ci sono polizze ad hoc che tengono conto delle indicazioni stabilite dalle diverse compagnie.

Da considerare, infine, che alcune assicurazioni “capofamiglia” mettono al riparo l’intera famiglia, compresi i membri pelosi, da qualsiasi tipo di incidente.

Dopo aver preso la decisione di assicurare il nostro animale si presenta la questione di quale polizza scegliere; il consiglio, in definitiva, è sempre quello di confrontare più preventivi che diano l’idea della spesa finale e di quali garanzie si avranno.

I nostri pets ci dimostrano ogni giorno amore e fedeltà e per questo si meritano tutta la protezione che possiamo dare loro.

INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO E PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)

INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO E PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)

Ai sensi dell’art. 13 Regolamento UE 2016/679, forniamo le seguenti informazioni:

1) il trattamento dei dati da forniti ed acquisiti presso la nostra Clinica, saranno oggetto di trattamento nel rispetto della normativa prevista dal premesso Regolamento (GDPR) nel rispetto dei diritti ed obblighi conseguenti.

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L’esercizio dei premessi diritti può essere esercitato mediante comunicazione scritta da inviare a mezzo pec all’indirizzo stefania.zagarella@pec.ordinevet.mi.it, o lettera raccomandata a/r all’indirizzo Via Fabio Filzi 5, Cologno Monzese.

Medici Veterinari Associati San Maurizio

Via Fabio Filzi 5 Cologno Monzese

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Come prevenire l’OSTRUZIONE URETRALE DEL GATTO

Come prevenire l’OSTRUZIONE URETRALE DEL GATTO

L’ostruzione urinaria del gatto è una emergenza che può rapidamente rivelarsi fatale.

Le cause di questa sindrome non sono ancora del tutto chiarite e si pensa possa essere dovuta a diversi fattori.

Questa patologia colpisce prevalentemente i gatti maschi, la loro uretra è infatti molto più stretta e lunga rispetto a quella delle femmine, di età media, sovrappeso, che fanno poco esercizio fisico e utilizzano la lettiera.
Situazioni particolarmente stressanti per il gatto (introduzione nuovo animale o componente familiare, cambio di casa, lettiera sporca e condivisa con altri gatti, ciotole condivise, ambienti ristretti e poco stimolanti) sono anch’esse importanti concause predisponenti allo sviluppo della patologia.

I sintomi iniziali possono essere urinazione in luoghi diversi dai consueti, presenza di sangue nelle urine, leccamento dei genitali, atteggiamento di difficoltà nell’urinare, lamenti e nervosismo del proprio animale. Nelle fasi più avanzate possono comparire vomito, anoressia e debolezza; quando appaiano questi sintomi il gatto deve essere subito portato in pronto soccorso. A prescindere da quale sia la causa sottostante l’esito è quello della formazione di un “tappo”, che può essere di natura minerale (calcoli), proteica o ematica (coagulo) che impedisce la fuoriuscita dell’urina e quindi lo svuotamento della vescica.

La conseguenza rapida di ciò è il riempimento continuo della vescica e la sua abnorme dilatazione. Questo, in tempi purtroppo abbastanza rapidi, può esitare in sofferenza renale fino a vera e propria insufficienza con squilibri ematologici (ad esempio di potassio, urea e creatinina) ed interessamento di altri organi (cuore, encefalo, apparato gastro-enterico). Nei casi più drammatici si può assistere alla rottura della vescica con versamento di urina in addome, grave peritonite e stato di shock. Il medico di pronto soccorso valuterà lo stato clinico del paziente e provvederà ad effettuare un prelievo di sangue per valutare i valori di funzionalità renale e gli elettroliti come il potassio (che potrebbe, se troppo alto, portare a sofferenza cardiaca). Una delle priorità è provvedere a svuotare la vescica cercando di rimuovere l’ostruzione a livello dell’uretra.

Questa manovra può non risultare semplice, sia per le dimensioni del pene e a seconda della posizione del “tappo”, perciò spesso è necessario ricorrere alla sedazione se non all’anestesia del paziente. La diagnostica per immagini (radiologia ed ecografia) è di grande ausilio per comprendere la causa che ha portato all’ostruzione.

Una volta disostruito, il gatto viene tenuto in osservazione per un periodo di almeno 24 ore, durante le quali si monitorizza la produzione urinaria e i valori di funzionalità renale. L’esame delle urine è fondamentale per comprendere la causa scatenante. Se l’urinazione si normalizza e gli esami sono a posto, dopo 48-72 h il gatto può venire dimesso. La terapia casalinga consiste in una dieta medicata e terapia farmacologica studiata caso per caso alla luce dell’esito degli esami di laboratorio sul sangue e sulle urine. Purtroppo questa malattia può avere delle ricadute nonostante il successo della terapia medica.

Come prevenire l’ostruzione uretrale?

Come abbiamo detto lo stress è uno dei fattori predisponenti più importanti. Comprendere cosa è stressante per un gatto è molto difficile. Sappiamo che non amano condividere uno spazio ristretto con molti altri animali e che non sopportano lettiere sporche e condivise, così come pure le ciotole condivise. E molto importante che abbiano a disposizione acqua fresca e possibilmente in movimento. Esistono in commercio delle fontanelle che i gatti amano molto.

L’alimentazione è importantissima in quanto può alterare il pH delle urine favorendo la formazione di cristalli o calcoli e infezioni batteriche.

Fare controlli frequenti delle urine può essere un modo di scoprire in tempo una cistite mentre un’ecografia del tratto urinario può dare informazioni su possibili alterazioni anatomiche o patologiche della vescica stessa.

Nei casi piu gravi si ricorre all’intervento chirurgico, l’uretrostomia, che aiuta a ridurre il rischio di possibili recidive. Purtroppo l’intervento chirurgico può in alcuni casi predisporre a sua volta a infezioni e infiammazioni e quindi la sua necessità viene attentamente valutata di caso in caso.

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Cristalli di fosfato ammonio magnesiaco (struvite).

La Thelaziosi oculare

La Thelaziosi oculare

Questa settimana abbiamo diagnosticato, nel corso della visita clinica, un caso di thelaziosi oculare, una parassitosi dell’occhio.

Thelazia callipaeda (Spirurida, Thelaziidae) è un nematode molto comune in Cina e in altri Paesi dell’Est asiatico, nei quali è responsabile di infestazioni oculari in alcuni carnivori e nell’uomo. Negli ultimi quindici anni T. callipaeda è stata segnalata nel Nord (Piemonte e Lombardia) e nel Sud (Basilicata) dell’Italia nel cane, nel gatto e nella volpe.

I nematodi adulti presentano colore bianco e una lunghezza che può andare sai 7 ai 19 mm; vivono negli annessi oculari degli animali (al di sotto delle palpebre e della nittitante -la cosìdetta terza palpebra-, nelle ghiandole e nei dotti lacrimali) causando epifora, congiuntivite, scolo oculare, chemosi e, nei casi più gravi, ulcere corneali.

Thelazia

 

Le femmine producono nell’occhio dell’animale un gran numero di larve di primo stadio (L1) che vengono rilasciate nelle secrezioni lacrimali dell’ospite per poi essere ingerite da ditteri lambitori che di esse si alimentano.

Gli ospiti intermedi di T. callipaeda sono ancora poco noti sebbene sia ipotizzato il coinvolgimento di Musca domestica (famiglia Muscidae) e, sperimentalmente, di Amiota variegata (famiglia Drosophilidae). All’interno del vettore le larve L1 vanno incontro ad ulteriori fasi di sviluppo e mutano in larve di terzo stadio (L3), infettanti, che abbandonano l’insetto quando esso si alimenta sulle secrezioni oculari dell’animale.

Dove esiste un maggior rischio di contrarre il parassita (animali che vivono all’ aperto, in ambienti ricchi di vegetazione) è consigliabile effettuare una profilassi farmacologica mediante farmaci ad azione repellente oppure una singola inoculazione sottocutanea di moxidectina a rilascio prolungato.

Da:  Kozlov DP: The Life Cycle of Nematode, Thelazia callipaeda Parasitic in the Eye of the Man and Carnivores.

La leptospirosi

La leptospirosi

Dati i recenti nuovi casi a Milano eccoci a parlarVi della leptospirosi, una malattia grave, sovente fatale, che può colpire il cane e l’uomo.

Eziologia ed epidemiologia

I cani possono infettarsi bevendo acqua contaminata da urina di animali malati da pozzanghere, scoli o fontanelle, in giardini pubblici o nei campi; l’elevata presenza di roditori anche in città attratti da resti di cibo e spazzatura, tanto nelle strade quanto nei parchi pubblici, può rendere pericolose le pozzanghere che si formano sia sull’asfalto sia sulla terra (prati, aiuole e sterrati).

Anche le ciotole con resti di cibo lasciate in giardino possono raccogliere urina infetta di roditori che si sono avvicinati attratti dall’odore dell’alimento.

E’ dimostrato che i cani di sesso maschile sono maggiormente a rischio per l’abitudine di fiutare le “marcature” delle urine di altri cani ed altri animali.

La leptospirosi, una malattia zoonosica di importanza mondiale, è causata dall’infezione da parte di serovar antigenicamente distinte delle specie parassitarie di Leptospira.

Sulla base dell’analisi genetica, Leptospira interrogans sensu lato comprende come minimo 8 specie. Per quelle serovar di importanza patogena, la specie L. kirschneri contiene la serovar grippotyphosa, mentre la specie L. interrogans sensu stricto contiene le serovar hardjo, bataviae, canicola, pomona, icterohaemorrhagiae, autumnalis e bratislava.

Le serovar sono mantenute in natura da numerosi ospiti-serbatoio rappresentati da animali selvatici e domestici con infezione subclinica che fungono da potenziali fonti di infezione e malattia per l’uomo e per altri ospiti animali incidentali.

Grazie alla vaccinazione, la prevalenza della malattia causata da L. canicola ed L. icterohaemorrhagiae è diminuita, mentre vanno aumentando le prove del fatto che le altre serovar presentano una prevalenza crescente dal punto di vista della capacità di determinare la malattia. L’avanzare dei cani domestici nell’ambiente degli ospiti serbatoio selvatici in ambito rurale o suburbano è un altro fattore che accresce la prevalenza.

Sin dall’avvento degli antibiotici e dei vaccini antileptospirosi, la malattia classica è diventata meno comune e grave.

Nell’ultimo ventennio, si è osservato un aumento delle segnalazioni di leptospirosi nel cane causate da ceppi diversi da quelli utilizzati nei vecchi vaccini e la sindrome clinica è caratterizzata più da un’insorgenza insidiosa di una disfunzione epatica o renale cronica.

Le leptospire sono potenzialmente in grado di diffondere direttamente fra gli ospiti a stretto contatto attraverso l’urina, le vie veneree, i morsi o l’ingestione di tessuti infetti. La trasmissione indiretta comporta l’esposizione di animali suscettibili a terreno, cibo o lettiere contaminati. Il contatto idrico è il mezzo più prevalente di diffusione e gli ambienti con acqua calda stagnante e pH alcalino favoriscono la sopravvivenza delle leptospire.

Le temperature ambientali comprese fra 0 e 25°C mantengono il microrganismo, mentre il congelamento ne diminuisce la sopravvivenza.

Segni clinici

I segni clinici dipendono dall’immunità dell’ospite e dalla virulenza, nonché dalla quantità di serovar alla quale sono stati esposti.

Gli animali giovani sono colpiti più gravemente. Si nota l’insorgenza acuta di innalzamento della temperatura rettale, rigidità e disagio. In seguito possono comparire vomito, disidratazione e shock. Sono anche stati notati difetti della coagulazione.

Nei casi subacuti si possono riscontrare anoressia, disidratazione e sete. Si possono osservare riluttanza a muoversi e segni respiratori di congiuntivite, rinite e tonsillite. Negli animali con infezione più cronica, il deterioramento progressivo della funzione renale si può manifestare con perdita di peso, poliuria e polidipsia, anoressia e vomito.

I segni della disfunzione epatica acuta o cronica comprendono anche l’ittero da necrosi acuta o fibrosi cronica. Si possono anche osservare manifestazioni palesi di insufficienza epatica come inappetenza, perdita di peso, ascite, ittero o encefalopatia epatica. Le alterazioni cliniche nel gatto sono spesso lievi o inapparenti, nonostante la prova istologica di un processo infiammatorio cronico a carico dei tessuti renali ed epatici.

Itero

Ittero da infezione da Leptospirosi

Trattamento

Il trattamento prevede una terapia antibiotica mirata e spesso il ricovero in fleboclisi del soggetto.

Prevenzione

La prevenzione della leptospirosi comporta l’eliminazione dello stato di portatore renale negli animali infetti. Ciò può evitare il rischio di infezione nell’uomo; tuttavia, non fa nulla per eliminare la contaminazione dell’acqua da parte dei serbatoi selvatici. Impedire che cani e gatti incontrino i serbatoi selvatici può contribuire a ridurre il rischio di contatto, ma la maggior parte delle infezioni viene contratta perché gli animali bevono l’acqua o vi si immergono piuttosto che attraverso una diffusione urinaria diretta.

Da molti anni sono disponibili dei vaccini bivalenti che offrono protezione nei confronti di L. canicola ed L. icterohaemorrhagiae. Non conferiscono una protezione crociata contro le serovar responsabili della maggior parte delle recenti infezioni nel cane. I vaccini recenti contengono le serovar grippotyphosa e pomona, come prodotti quadrivalenti insieme agli altri due agenti.

In quanto prodotti batterici inattivati, i vaccini anti-leptospirosi hanno sempre avuto la tendenza a causare reazioni allergiche, specialmente quando sono stati combinati con altri agenti adiuvanti. Molti produttori hanno migliorato e purificato i loro vaccini antileptospirosi fino a ricombinarli con altri antigeni.

Rischi per la salute pubblica

La maggior parte delle infezioni da leptospirosi nella popolazione umana si riscontra fra coloro che sono impegnati in attività a contatto con l’acqua, sia sul lavoro che nel tempo libero. L’urina può causare una malattia quando viene a contatto delle superfici mucose o con una rottura della barriera dell’epidermide. Per pulire i canili e quando si lavano aree contaminate da urina bisogna sempre indossare dei guanti. Per coloro che svolgono trattamenti nebulizzanti negli ambienti utilizzati come ricovero per gli animali sono essenziali le maschere facciali e gli occhiali. Per ridurre le probabilità di una trasmissione involontaria, si possono spruzzare dei disinfettanti sulla superficie delle aree da trattare prima di generare areosol.

 

Da  Craig E. Greene “Leptospirosi nel cane: problema emergente o in aumento?” 

Anche quest’anno Agosto con Voi!

Anche quest’anno Agosto con Voi!

 

Ecco gli orari della settimana di Ferragosto:

– Lunedì 14 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.30

– Martedì 15 Agosto la Clinica resterà CHIUSA

– Mercoledì 16 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.30

– Giovedì 17 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.30

– Venerdì 18 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.30

– Sabato 19 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.30

 

Da lunedì 21 Agosto riprenderemo il solito orario 9.00 – 20.00.

 

Buone Vacanze a tutti!!

Compagni di vita, compagni di viaggio

Compagni di vita, compagni di viaggio

 

Al giorno d’oggi ci capita di viaggiare molto e vorremmo che i nostri animali ci accompagnassero ovunque andiamo. Viaggiare però, può essere difficoltoso per l’animale.

Passare lunghe ore all’interno di un trasportino, subire il mal d’auto e ritrovarsi di colpo in un ambiente nuovo è tutt’altro che piacevole per i nostri amici: devono, infatti, adattarsi ad una condizione diversa da quella abituale e, proprio per questo, è importante trovare il modo migliore per tranquillizzarli.

Il viaggio può essere notevolmente migliore con alcuni semplici accorgimenti.

Suggerimenti per il viaggio

Fai un check-up veterinario per verificare che il tuo animale possa viaggiare e valutare come affrontare il viaggio in serenità.

Viaggia nelle ore più fresche della giornata

Se possibile attendi di raggiungere la destinazione per far mangiare il tuo animale, ma porta sempre con te dell’acqua.

Segui le normative relative al trasporto in sicurezza degli animali da compagnia sia su mezzi pubblici che privati.

Valuta una polizza assicurativa per tutelarti da qualsiasi spiacevole evento.

Prima di decidere se portare il nostro amico a quattro zampe con noi o se affidarlo a qualcuno di fiducia è importante fare alcune considerazioni:

– Il tuo animale viaggia senza problemi?

– Ha il microchip?

– Quanto sarà lungo il viaggio? Sarà di una durata sopportabile per lui?

– Come reagisce quando si trova in un posto non familiare, in presenza di persone ed animali sconosciuti?

– Se è femmina e non sterilizzata, potrebbe andare in estro nel periodo di vacanza?

– Il luogo che hai scelto è pet friendly?

– Avete tutte le documentazioni richieste per il viaggio e la permanenza nella destinazione scelta per la vacanza?

E’ sempre bene verificare le leggi vigenti sulla movimentazione degli animali da compagnia e per l’estero verificare di avere il passaporto valido per l’espatrio e la vaccinazione antirabbica (con titolazione anticorpale ove richiesto).

Quando si pianifica un viaggio è importante anche valutare il clima di arrivo, quali parassiti sono presenti nel luogo di destinazione (es. Leishmania spp) e cosa è utile portarsi dietro in viaggio (fermenti lattici, disinfettanti cutanei ecc).

Il trasportino ideale

Il trasportino deve essere di dimensioni idonee, sufficientemente grande da consentirgli di stare eretto, seduto o sdraiato e nel quale possa allungarsi e girarsi.

Il trasportino deve essere sicuro. Non dovrebbe contenere nulla che possa ferire l’animale o permettergli di sporgere zampe, testa o coda con il rischio che rimangano incastrate. Dovrebbe anche essere possibile fissarlo saldamente in auto per impedire lo spostamento.

Il trasportino deve assicurare la corretta ventilazione, per impedire il surriscaldamento che può avere disastrose conseguenze sull’animale.

E’ ideale lasciare il trasportino a disposizione dell’animale da un ampio di settimane prima del viaggio per consentirgli di abituarsi ad esso.

Posiziona degli snack golosi all’interno del trasportino in modo da creare associazioni positive.

Pulisci sempre il trasportino dopo un evento stressante (Es viaggio o visita dal Veterinario).

Quando sei in viaggio posiziona sul fondo del trasportino oggetti con odori familiari come giocattoli o coperte in modo da aumentare il senso di sicurezza, come a casa.

In auto

Abitua il tuo amico a quattro zampe fin da subito agli spostamenti in auto. Inizialmente fai brevi tragitti e ricompensa l’animale.

Metti in sicurezza l’animale come previsto dal Codice della Strada (Art 169).

Ricordati di fermarti regolarmente per assicurarti che il tuo animale da compagnia abbia la possibilità di bere e fare i propri bisogni.

Assicurati di avere agevole accesso al tuo animale. In caso di problemi meccanici o incidente, potrebbe essere necessario far uscire l’animale in modo tempestivo. Una volta scesi è importante prestare particolare attenzione ad eventuali possibilità di fuga per la paura.

MAI lasciare il tuo animale nell’auto chiusa. Bastano pochi minuti per non assicurare una sufficiente ventilazione e causare il decesso dell’animale anche in giornate con temperatura esterna non elevata.

Trasporti pubblici

Il trasporto pubblico può essere un’esperienza spiacevole per il tuo animale. E’ rumoroso, affollato, caotico, pieno di odori sconosciuti (a volte proprio sgradevoli!) e persone estranee, per non parlare dell’esperienza di essere su un veicolo in movimento.

Evita le ore di punta: la presenza do molte personerenderà l’evento ancora più difficile per te ed il tuo animale che si troverà in una situazione confusionaria in spazi limitati.

Assicurati che il personale addetto sia a conoscenza della presenza del tuo animale e segui le loro indicazioni.

Porta con te un sacchetto per i suoi bisogni.

Generalmente è possibile viaggiare con i nostri amici a quattro zampe sui mezzi pubblici.

Le regole ed i divieti sono differenti a seconda delle specifiche ordinanze comunali, ma alcuni principi generali possono essere considerati validi in tutta la penisola.

– Autobus, metro e tram: Acquistare il biglietto di viaggio per l’animale che non potrà però occupare un posto a sedere. Non dimenticare il trasportino o il guinzaglio e la museruola.

– In treno: E’ consentito il trasporto dell’animale domestico custodito in apposito trasportino. E’ consentito generalmente un solo trasportino per ogni viaggiatore.

I cani di media e grossa taglia devono viaggiare dotati di guinzaglio e museruola ad un costo del biglietto ridotto. Per il trasporto è spesso richiesto il certificato di iscrizione all’Anagrafe regionale ed il libretto sanitario. Contatta il numero verde dell’impresa ferroviaria nel momento in cui organizzi il viaggio per ottenere tutte le informazioni necessarie per il trasporto del tuo animale domestico.

– Navi e traghetti: In Italia, come da ordinanza ministeriale, è possibile viaggiare con il tuo cane e gatto su navi e traghetti seguendo specifiche regole. Contatta le compagnie marittime nel momento in cui organizzi il viaggio per ottenere tutte le informazioni necessarie per il trasporto del tuo animale domestico. E’ necessario il pagamento di un biglietto ridotto ed il rispetto delle normative igienico-sanitarie in vigore. In alcuni casi, per i cani di piccola taglia ed i gatti, è possibile l’uso di un trasportino e la permanenza in cabina, ma nella maggior parte dei casi dovranno essere sistemati in un’apposita area riservata accessibile ai proprietari.

Prezzi, documentazioni richieste e sistemazione degli animali durante il viaggio variano a seconda delle compagnie marittime e dei paesi di imbarco e destinazione. In particolare, i cani devo essere muniti di certificato di iscrizione all’Anagrafe canina ed in generale tutti gli animali devono essere accompagnati da certificazione veterinaria di buono stato di salute e documentazione relativa a profilassi sanitaria.

Se viaggi in mare fai particolarmente attenzione ad assicurare al tuo animale una corretta ventilazione, verificando che la temperatura nell’area riservata sia sempre adeguata ai suoi bisogni.

Assicurati che il personale addetto sia a conoscenza della presenza del tuo animale e segui le loro indicazioni.

Durante la vacanza

Assicurati che il tuo animale abbia tutte le risorse necessarie a disposizione.

Per il gatto saranno necessarie lettiere con una sabbia possibilmente simile alla solita e sempre seguendo la regola del n di gatti +1. E’ importante ricordarsi anche di collocare ciotole per il cibo e l’acqua, aree di riposo ed il tiragraffi.

Preparagli un area di rifugio in un posto tranquillo e con odori a lui familiari (es coperte, asciugamani) da cui possa uscire ed entrare liberamente.

Cerca di fornire al tuo animale il cibo che è abituato a mangiare, avanzi o cibi troppo saporiti possono provocare disturbi gastrointestinali, ancor più in un momento di lieve stress come quello del cambiamento d’ambiente.

Se ti trovi in luoghi esotici è meglio utilizzare acqua minerale.

Quando esci con il tuo animale, porta sempre con te acqua ed una ciotola pulita, sopratutto se le giornate sono calde.

Durante i primi giorni proteggi il tuo cane o gatto mantenendolo in una zona sicura per non rischiare che scappi via e si perda. Assicurati che possa facilmente stare all’ombra, nutrirsi e riposarsi quando ne ha bisogno.

Attenzione al terreno. Sabbia e marciapiedi roventi possono provocare dolore e lesioni alle sue zampe.

Il soggiorno in pensione

A volte non è proprio possibile portare il nostro amico con noi ed è quindi necessario valutare l’alternativa più in linea con i suoi ed i nostri bisogni:

– Pet Sitter: Il tuo animale potrà stare nel proprio ambiente ed il pet sitter potrà prendersi cura di lui. Se ti affidi a professionisti indipendenti, assicurati che i loro requisiti siano adeguati, che abbiano l’apposita assicurazione ed organizza uno o più incontri prima della tua partenza, per dargli occasione di familiarizzare.

– A casa di un amico: Il tuo animale potrà essere ospitato a casa di una persona di fiducia.

– Rivogiti ad una pensione. Affidati ad una struttura referenziata e se ne hai la possibilità visita la pensione selezionata. Lascia sempre i tuoi recapiti e quelli del tuo veterinari odi fiducia.

Quando visiti una pensione controlla sempre:

– Se i box sono ben construiti e mantenuti, se sono a prova di fuga, ben illuminati e ventilati.

– Se le aree di riposo sono collegate a spazi in cui gli animali possano sgranchirsi le zampe. Per un cane sarebbe necessaria un’area lunga almeno due metri. Per il gatto è importante che lo spazio sia sviluppato anche in altezza, con la presenza di rifugi in cui nascondersi.

– Che l’ambiente non sia troppo rumoroso, un rumore intenso può risultare molto fastidioso sia per i cani che per i gatti.

– Che sia ben pulito, senza cattivi odori.

– Che gli animali già presenti si dimostrino sereni e rilassati.

– Che lo staff presti attenzione alla salute del tuo animale in entrata (se non chiedono informazioni sul tuo animale potrebbero no averlo fatto nemmeno con gli altri)

– Se hanno un veterinario di riferimento in caso di necessità.

Inoltre per preparare il tuo animale utilizza gli odori che conosce lasciando a disposizione degli indumenti su cui è stato anche a casa quando era rilassato e ricordati di fornire il cibo abituale del tuo animale.

Da Zylkene – Le paure dei nostri animali: come gestirle ed affrontarle.

Buone vacanze a tutti!

BUON ANNO!!

BUON ANNO!!

Qualche consiglio per questa sera:

Non lasciate, se possibile, che i cani affrontino in solitudine le loro paure ed eliminate tutti quegli oggetti che potrebbero provocare ferite nel caso ci finissero contro in uno stato di irrequietezza.

Evitate di lasciarli all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo è la fuga e cercate di non tenerli legati alla catena.

Non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto.

Dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili.

Preparate un luogo sicuro in casa che possano utilizzare come rifugio e se ci si nascondono lasciateli tranquilli.

Ignorateli se manifestano uno stato di agitazione. Rassicurare e tranquillizzare il cane in queste circostanze equivale infatti a premiarli proprio nel momento in cui sono estremamente agitati.

Cerca di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese ad alto volume radio o tv.

Attenzione anche agli animali eventualmente in gabbia: non teneteli sui balconi.

Vi ricordiamo che la Clinica rimarrà chiusa dalle ore 14.00 del 31 dicembre 2016, torneremo operativi, come sempre, da lunedì 2 gennaio 2017 alle ore 9.00!

Buon anno da tutti noi!!

 

PER EMERGENZE: CLINICA GRAN SASSO – VIA DONATELLO 26, MILANO 02 266 5928 / CLINICA CITTà DI MONZA – VIA ERNESTO MESSA 7, MONZA 0392025777